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Rime, Pavane e Fantasie: Marcello Nardis e Salvatore Morra

[...]. Il tenore Marcello Nardis e il chitarrista Salvatore Morra sono musicisti colti, fantasiosi e non privi di coraggio nel proporre programmi originali, pur essendo entrambi dotati di talenti tali da poter frequentare con grande padronanza titoli di grande e comprovata attrattiva sul pubblico.
Il 5 aprile 2013 i due artisti si sono esibiti per la Fondazione Pietà de’ Turchini, presso la Chiesa si Santa Caterina da Siena in Napoli.
Marcello Nardis 
è un tenore apprezzato nella liederistica, ma è attivo nel repertorio oratoriale e operistico, cantante a tutto tondo, perciò.
Il trentenne artista si ritiene  “una sorta di “Wanderer”: un viandante alla ricerca continua e stimolante di una ‘meta’ e trovarsi nel bisogno, nell’impellenza di intraprendere il ‘cammino’ in quanto tale. Il ‘viaggio’ (l’etimologia latina di ‘viaticum’ fa riflettere) ha una sua propria pertinenza ontologica, al di là del raggiungimento dell’ eventuale destinazione o traguardo. Essere artista significa per me questo: percorrere, senza smarrirsi, un itinerario, che può modificarsi lungo la strada, e cercare il più possibile di cogliere le infinite suggestioni (musicali, figurative, poetiche, letterarie, filosofiche, ma anche naturalistiche latu sensu) che il viaggio offre già di per sé.
Qualcosa inevitabilmente ti rimane addosso. È questa permeabilità, questo sapersi impregnare di stimoli e di ‘richiami’ e farne tesoro per la propria crescita, innanzitutto umana, che, secondo me, definisce appieno l’artista. Oggi più che mai, dove le due dimensioni di spazio e di tempo sembrano essere le due variabili di un’equazione spesso impazzita.”
Ospite delle principali istituzioni in tutto il mondo, prossimamente si esibirà ancora a fine stagione alla Carnegie Hall di New York, dove è stato già protagonista di un recital nel gennaio 2013.
I brani cantati con delicatezza e sostegno tecnico vocale da Marcello Nardis, su versi di Francesco Petrarca, hanno un carattere rinascimentale, ancora più vincolato all’epoca di composizione, dall’utilizzo di un testo poetico di grande livello e datato nel XIV secolo.
Le armonie presentano ritardi proposti talvolta senza quell’urto con la quinta, che sarà reso d’obbligo dalla trattatistica successiva; le melodie si articolano su ritmi talora asimmetrici.
Non assecondare le suddette “anomalie” o, peggio ancora, pretendere di “correggerle”, priverebbe i brani di quel fascino che proietta l’ascoltatore in un’epoca tanto distante per prassi stilistiche ed esecutive quanto vicina per sentimenti e per poesia.
Nardis opta per un’interpretazione che fa ricorso minimo alle “diminuzioni” e alle fioriture che sono peculiarità del periodo barocco, che, mentre Milan scrive, è agli albori, se non di là da venire.
Messa di voce, intonazione e tenuta dei fiati sono stati ineccepibili nella interpretazione di Nardis, che si conferma cantante a tutto tondo nei repertori più diversi, nell’affrontare i quali il tenore si avvale della propria raffinata cultura.[…]
L’intesa tra gli artisti è collaudata e i risultati sono eccellenti; nella circostanza del 3 aprile 2012, a differenze della esecuzione consegnata al CD (Draft 009/2012) il diapason è stato fissato a 440 Hz anziché 430 Hz, che pure sarebbe probabilmente ben più acuto di quello in uso prevalente nel XVI secolo; Nardis è stato costretto a intonare suoni ancora più acuti, ma il tenore romano non accusa nessuno sforzo ad ascendere.
Il pubblico ha mostrato di gradire, passando dalla sorpresa all’entusiasmo; fuori programma  con Amarilli di Giulio Caccini.
Dario Ascoli   
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®  07.04.2013

Alla riscoperta di Luis Milán con il duo formato dal tenore Marcello Nardis e dal chitarrista Salvatore Morra
[…].Documento di inestimabile valore storico-musicale, El Maestro porta con sé una serie di primati. Infatti vi appare per la prima volta un genere come la Fantasia, risulta il più antico esempio di musica spagnola per canto e viuhela giunto fino ai nostri giorni, propone brani per vihuela originali e non trascrizioni di precedenti pezzi tratti dal repertorio corale polifonico, ed infine ogni composizione è corredata da intavolature e indicazioni legate ai tempi. Una significativa panoramica relativa a questo interessantissimo lavoro di Luis Milán è stata al centro del recente appuntamento della stagione del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, in collaborazione con l’ Associazione culturale Altrecorde.
Il concerto, affidato al chitarrista Salvatore Morra ed al tenore Marcello Nardis, proponeva una parte iniziale, rivolta a trascrizioni per chitarra di alcune Fantasie e Pavane, ed una seconda parte dedicata a sei sonetti, per voce e chitarra, tratti dal Canzoniere di Francesco Petrarca e da Sonetti e canzoni di Jacopo Sannazaro.
[…]
A sua volta il tenore è stato protagonista di un’interpretazione intensa e di estrema bravura, confermandosi artista eccezionalmente versatile, in grado di fornire, dopo aver affrontato autori e musiche di secoli a noi più vicini, il suo prestigioso apporto anche ad un repertorio molto particolare quale quello rinascimentale.
Il tutto ha contribuito a dare alla serata un’atmosfera di grande suggestione, davanti ad un pubblico numeroso (piacevolissima sorpresa se consideriamo la specificità del programma proposto), suggellata da un bis di chiusura, rivolto ad Amarilli di Caccini, su testo attribuito ad Alessandro Guarini.
Marco del Vaglio su Criticaclassica 04.12

Napoli, Teatro San Carlo
Le parole che non riescono a prendere forma e un Requiem per tutte le innocenze violate.: La giornata della Memoria
[…]Siamo al cospetto di un’ingegnosa evocazione di strumenti, di ottoni, che non sono fisicamente presenti nell’organico e al tempo stesso della proposta di un’ immagine di “addii”: è teatro, è retorica, è sentimento, in definitiva è musica.[…]
Si è diffusamente trattato del Tuba Mirum, rileviamo, a proposito delle scelte delle voci, voce maschile acuta, invece che ad una più “severa” vocalità di basso
[…] Ottima preparazione del Coro del Teatro di San Carlo, prima istruito meticolosamente e poi condotto oseremmo dire “premurosamente” da Salvatore Caputoche ha guidato anche gli ottimi 4 solisti, tra i quali si sono fatti apprezzare il raffinatissimo tenore Marcello Nardis e la promessa che va confermandosi  Candida Guida, mezzosoprano il cui registro grave va rafforzandosi. Diligente la prova del soprano Rosanna Savoia e puntuale nelle pochissime uscite, la prestazione del baritono Simone Alberti.[…]
Oltrecultura: Recensioni Musica ©- Sinfonica ® 27.01.2013

L’inestirpabile fuoco di Chung per un Tristan und Isolde magistrale
Gradevole sorpresa è risultata la presenza autorevole, tanto trascurata nelle edizioni correnti: Marcello Nardis (Melot) in particolare. Mario Bortolotto  Il Foglio 25 novembre 2012

Un concerto raffinatissimo del duo Nardis-Bonuccelli inaugura la rassegna dell’Associazione Alessandro Scarlatti dedicata a Debussy
Protagonista del primo appuntamento il noto tenore Marcello Nardis, […]che ha proposto un repertorio raffinato e di rarissimo ascolto, legato alla produzione transalpina.[…] Confrontandosi con questo repertorio, Marcello Nardis ha fornito un’interpretazione di straordinario livello, mettendo in luce le sfaccettature sottese a brani di estrema raffinatezza, riuscendo a trasmettere grandi emozioni ed a creare un’atmosfera molto particolare.[…] Marco del Vaglio in Criticaclassica La musica classica in Italia e nel mondo 28.09.12

 Per Nardis e De Fusco uno Schubert da maestri
Ogni tanto qualcuno ci prova. Ci prova, cioè, a puntare su un repertorio cosiddetto di nicchia, privilegiando il fascino della sostanza musicale rispetto alla popolarità della proposta. Il Ravello Festival, ad esempio, ha scelto già dal 2011 di dare luce ai grandi cicli liederistici schubertiani, affidandone la rilettura ad una coppia di artisti prestigiosi: Marcello Nardis, considerato ormai in Italia l’interprete di riferimento per quanto concerne il repertorio specifico e Laura De Fusco […].  L’anno scorso l’ excursus affascinante cominciò con la “Winterreise”. Questa volta, invece, in Villa Rufolo sono risuonati i canti della Schöne Müllerin, più vicini per contenuti ed atmosfere al tema della Memoria, leitmotiv dell’ edizione 2012. Tutto lascia credere che, nel 2013, Nardis e la De fusco daranno voce allo “Schwanengesang”. Intanto, però, vale la pena di soffermarsi sugli esiti del più recente cimento schubertiano, illuminato da un’attenzione al dettaglio, timbrico e letterale, di straordinaria efficacia. Nardis, primo cantante italiano invitato ed eseguire l’ integrale di Schubert a Vienna, si fa apprezzare per l’adesione allo spirito del lungo racconto costituito di liriche di Wilhelm Müller, in certi momenti, con una funzione romanticamente evocativa, in altri ricopre un ruolo di interlocutore privilegiato. […] al.ta. IL MATTINO, Napoli 01.09.12

Omaggio a Schubert con Nardis e de Fusco
Ravello. Il tenore Marcello Nardis e la Pianista Laura de Fusco hanno eseguito al Festival di Ravello[…] il ciclo di Lieder di Schubert “ Die Schöne Müllerin”[…] molto più ricercata ed un po’ intellettuale quella del tenore Nardis, artista di riferimento europeo ormai, unico ed inconsueto cantante italiano divenuto insigne nella realizzazione di questo repertorio, sicuramente ha approfondito ogni nota e sillaba e movenza espressiva del testo-musica e parole insieme, ovviamente- da proporre quasi una lettura verosimilmente, velatamente drammatica, cioè teatrale, sostenuta pure dal gesto pertinente[…]. Tutto questo anche per le vicende di cronaca del debutto del programma a Roma nei giorni scorsi alla Villa Celimontana, con indisposizione della pianista, cimento del tenore anche come pianista supporto di sé stesso, come già altra volta[…]. Le sfumature donate da Nardis, anche di pronuncia, a tanti passi,[…] le modulazioni della sua voce in tutti i finali di Lied, magistralmente torniti e smorzati, sono vivo ricordo e lo saranno a lungo, per i fortunati e numerosissimi presenti. Tanto afflusso di pubblico ad un concerto di Lieder dalle nostre parti è il vero successo del Festival[…].  Massimo Lo Iacono IL ROMA 27.08.12 pag. 7

Tenore e piano sulle note di Schubert
Un omaggio a Franz Schubert […]l’esplorazione dei grandi cicli liederistici schubertiani con un’opera profondamente legata nell’approccio al tema della memoria[…]. Il tenore Marcello Nardis, specialista di riferimento nel repertorio specifico[…] “Schubert lavora al ciclo di poesie di Müller durante il ricovero all’ ospedale di Vienna, dove poi morirà. In Die Schöne Müllerin il compositore sembra descrivere in una sorta di modernissimo sdoppiamento il suo percorso interiore. Il ciclo costituisce la rappresentazione sonora di un processo psicopatologico degenerativo”. Queste le parole che Nardis ha usato per spiegare la genesi del lavoro musicale schubertiano.[…] Il MATTINO Salerno 21.08.12 pag. 43

Con Nardis e De Fusco un viaggio schubertiano
Già lo scorso anno il Ravello Festival nell’ ambito dei concerti cameristici, aveva iniziato l’ esplorazione dei grandi cicli schubertiani. Era partito nel 2011 con la “Winterreise” viaggio d’inverno[…] Quest’anno il direttore artistico Stefano Valanzuolo ha puntato su un’altra opera dell’ autore[…] A dare voce al racconto di Schubert […] gli stessi protagonisti già coinvolti nella scorsa edizione, ossia il tenore Marcello Nardis, specialista di riferimento nel repertorio liederistico e la pianista Laura De Fusco […] “La malattia che lo porterà alla morte è già presente”, osserva Nardis […] “Una ipnosi incantatoria, un luogo della memoria ove si riverberano il carattere e lo stato d’animo dello stesso Schubert”. […] - IL MATTINO Napoli 21.08.12 pag. 46

Marcello Nardis stupisce a Roma
[…] in un programma cameristico con Marcello Nardis, il giovane tenore che in questo repertorio continua ad andare per la maggiore.
[…], nella sorpresa generale, è Nardis in persona che ridimensiona l’ incidente spiegando che […]e che sarà lui stesso a suonare il pianoforte cantando. Scelta ardita e coraggiosa, degna di essere nelle ‘mani’ di Nardis che porta a termine, infatti, il lungo concerto in maniera egregia nella sorpresa generale.
I primi due brani per cercare la giusta sonorità, voce sul pianoforte, si sporge dal seggiolino, canta verso la platea, ma sempre con un controllo più che vigile della tastiera. L’impresa lascia attoniti anche i moltissimi turisti ( numerosi i tedeschi che si complimentano per la pronuncia) e il […]. Dopo 20 Lieder il concerto è salvo e Marcello Nardis è portato sugli allori. 15.08.12   L. Miucci su Scenario Magazine

I Lieder di Schubert nell’ esecuzione di un solo interprete, Marcello Nardis che canta e suona rivolto al pubblico.
Ad annunciarlo è lo stesso giovane tenore: “[...]. Quello che propongo è qualcosa di molto particolare e coraggioso…”.
Così Marcello Nardis annuncia che canterà e suonerà lui stesso tutto il ciclo della Schöne Müllerin, non diversamente da quanto doveva avvenire nelle famose serate tra amici con Schubert, il Compositore di questi gioielli, in quei momenti di piena convivialità musicale che passarono poi sotto il nome di Schubertiadi. Dopo il breve antefatto, per nulla emozionato, raggiunge il pianoforte, altro inchino ai molti applausi che vogliono essere di incoraggiamento e comincia a suonare e canta , così, seduto, ininterrottamente per più di un’ora. Nardis è un musicista a tutto tondo che sa usare la voce e anche, in questo caso, che sa usare – e bene- le mani. In una lettura che colpisce per la sua unitarietà restituisce intatta la bellezza sonora di queste pagine, anche quelle più tecnicamente impegnative e scabrose. Non deve essere facile suonare ed accompagnare una melodia ed intonarne con la voce un’altra, vibrante e indipendente. La sfida è riuscita con la pienissima soddisfazione di tutti, di Nardis per primo e così dal contrattempo, la rivelazione. RomaEasy 13.08.12

Roma, quando il cantate è anche pianista: a Villa Celimontana Marcello Nardis regala una estemporanea e bellissima interpretazione di Schubert
La concentrazione, la solida preparazione di Marcello Nardis, che noi tutti scopriamo, oltreché raffinato cantante, sicurissimo pianista, permettono non solo di recuperare il concerto, ma di renderlo un evento straordinario ed assolutamente eccezionale. Trionfo da stadio, anche da parte dei molti personaggi noti presenti, per il giovane interprete che a fine serata, ringrazia visibilmente soddisfatto   La Notizia Quotidiana -Redazione 13.08.12

Beethoven, e tutto attorno il Paradiso
Pubblico molto attento: orecchie alla musica, gli occhi a seguire i testi poetici, intorno Camogli e il suo golfo da sogno
[…]. L’integrale è stato diviso in tre annate e affidato al tenore Marcello Nardis, voce elegante, uno degli interpreti più raffinati in ambito liederistico nell’attuale panorama nostrano. […] Applausi e successo davvero meritato.[…] (r. i.) La Repubblica 22.08.12

Protagonisti di un applaudito recital al Cocumella di Sant’Angelo
“Doppio gioco” per la coppia Nardis- Morra
Napoli. In raffinata trasferta per la tarda primavera e l’ entrante estate il “Centro di Musica antica Pietà dei Turchini” ha inaugurato nel Chiostro del Cinquecento del prestigioso “Cocumella” di Sant’Angelo una essenziale e raffinata, quasi sofisticata, rassegna musicale dal titolo inconsueto “Doppio gioco”: per la prima manifestazione ha suonato il duo Marcello Nardis (nella foto) – Salvatore Morra. E’ una singolare formazione di tenore e chitarra che da tempo esplora il repertorio liederistico per questa formazione da poco recuperata alla prassi concertistica. E’ stata una riuscitissima Liederabend, ovvero serata di Lieder […].
Marcello Nardis nel prezioso programma di sala lumeggia con garbo e puntualità filologica l’ argomento un po’ nuovo. Intima e fantasiosa l’ ispirazione schubertiana per chitarra è stata riproposta con sapienza di studi, di tocco e sensibilità poetica da Salvatore Morra, in armonia con la maestrìa vocale di Marcello Nardis che è il più grande cantante di Lieder italiano dei nostri giorni, forse di sempre e che trasferisce in questa delicata vocalità anche esperienze di musica barocca e d’opera, sperando che l’attrattiva della scena non lo attiri troppo lontano dalla liederistica e dal canto oratoriale in cui pure rifulgerebbe se in Italia ve  ne fosse tradizione. In realtà la molteplicità dei suoi colori espressivi, la cura della parola in una col canto, della sillaba con la nota si esalta nel respiro concentrato del Lied che è sempre fondato su poesia alta ed altissima.[…]Un bis assai festeggiato. IL ROMA , 01.06.12 pag.  15

Marcello Nardis e Bruno Canino in grande viaggio nel Lied
Hanno esplorato stili differenti e vari autori. Bravissimi i due interpreti con la voce duttile del tenore e la perizia del pianista - di Luigi Fertonani
Grandi capolavori giovedì sera in San Barnaba per il concerto liederistico della Società dei Concerti col tenore Marcello Nardis e il pianista Bruno Canino.
Non si trattava di una serata unvoca e cioè orientata verso un solo autore, un solo stile, ma al contrario voleva esplorare vari campi, vari autori[…]. La serata è iniziata con esempi lisztiani come “Du bst wie eine Blume”, carezzevole e poeticissimo su testo di Heine, in contrasto con “Vergieftet sind meine Lieder” dai tratti concitati; e poi una citazione letteraria di grande bellezza con “Comment, disaient-ils” dove Liszt prende spunto da Victor Hugo. Poi una serie di Hugo Wolf  tratta dai “Mörike Lieder” tra i quali abbiamo apprezzato in modo particolare il carattere popolare dello Jägerlied, del canto del cacciatore e la travolgente conduzione del Lied finale “Der Feuerreiter” con il suo cavaliere di fuoco e la concitazione per il mulino che brucia, quasi un quadro dai vividi colori. Nella seconda parte una selezione da “Des Knaben Wunderhorn” di Gustav Mahler, con il loro carattere popolare a volte al limite del grottesco come nella “Predica di Sant’Antonio da Padova ai pesci” e la sua vera e propria galleria di abitanti del mare sciorinata quasi come in una celebre canzone napoletana. E poi “Revelge” la sveglia ai soldati che lasciano fidanzate e affetti al suono del tamburo in una marcia che si trasformerà, nonostante il carattere brillante, in una vera e propria danza macabra. Ma è stata l’ ultima parte del programma la più affascinante: quattro Lieder “del Viandante” attraverso i quali sembrava di ascoltare una parte della Sinfonia Il Titano dato che questi temi appaiono proprio in questa celebre composizione mahleriana: il dramma di un coltello rovente piantato nel cuore, gli occhi azzurri della diletta, il romantico avvio del giorno, l’amata che si sposa con un altro; quattro immagini e quattro straordinarie musiche, indimenticabili. Bravissimi i due imterpreti con la voce di Marcello Nardis che seguiva con grande trasporto il significato del testo e Bruno Canino abilissimo nel rendere al pianoforte tutti i dettagli di questa raffinata letteratura, poetica e musicale. Agli applausi i due interpreti hanno risposto al pubblico con…un altro lied, ovviamente, scelto stavolta dall’ immensa produzione di Franz Schubert, il bellissimo “Am Strome” Al ruscello, su versi di Johann Mayrhofer.     BRESCIAOGGI 25.02.11 Pag. 48

A Ravello Nicola Piovani nel segno di Ulisse
Ravello.[…]A seguire Marcello Nardis, l’unico cantante italiano vero Kammersänger, cioè cantante da camera come usa in Austria e Germania, dove gode di meritatissima fama, unico italiano a cantare queste musiche tra Salisburgo e Bayreuth, ha fatto ascoltare la sua celebre interpretazione della “Winterreise” di Schubert, tornita e cesellata con nascosta perizia e virtuosismo espressivo ben sottratti, con rinascimentale “sprezzatura” alla vista del pubblico, che gode invece del pregio della rara comunicativa del tenore. Era con lui al pianoforte in questa impresa ardua, per chi abitualmente è impegnato in ben diversi cimenti, Laura de Fusco, magnifica nella plasticità del suono calibratissimo, ora vocale quasi ora puramente strumentale, sempre tutt’uno con il suo partner. Ogni Lied sgorgava dalla tastiera come un improvviso, poi c’era la voce metafisicamente immancabile, realizzandosi quadri cangianti ad ogni pezzo, e se ne dovrebbe rare articolatissimo elenco. Si citano solo la perfezione assoluta nel canto del penultimo verso di “Im Dorfe”, in cui c’è in più già il suono dei “Ruckertlieder” di Mahler ed il finale del ciclo in cui ancora Mahler con il suo “Klagende Lied” ma per l’occasione diventato in più “von der Erde” sembrava risuonare, pure nell’immensa partitura miniaturizzata di Schubert. Bravissimi. […] Appuntamento all’ anno prossimo.  IL ROMA 29.08.11 pag. 19

Successo a Capraia del duo Nardis- Morra
Recital di Lieder per il tenore e il chitarrista napoletano
Proponendo al pubblico entusiasta e foltissimo – assai di più di quanto capiti sovente in occasione di concerti di questo tipo perfino in inverno ed in città – una coraggiosa antologia di gradevoli ed immediati canti tratti dall’immenso canzoniere del compositore viennese, i due artisti hanno mostrato innanzi tutto la felice intuizione del sapiente Nardis, convinto a ragione dell’efficacia della chitarra in molti Lied, al posto del tradizionale e più greve pianoforte, soprattutto quello moderno, dalle sonorità massicce ed assurde per la musica viennese del primo trentennio dell’Ottocento.[…] Il tutto all’insegna di grande controllo tecnico stilistico in ogni singolo pezzo, tornito con cura timbrica, soprattutto nei più incantanti momenti d’avvincente evocazione paesistica, curando lo spegnersi del canto sul suono ancor plastico della chitarra, ad esempio, oppure lo slancio di giocondo gusto Biedermeier in alcune introduzioni strumentali, l’andamento scanzonato e divagante di qualche altro canto, che richiamava alla mente del gazzettiere con consapevole azzardo, certe inimitabili trovate poetiche della Schwarzkopf, il non plus ultra del genere.
La calda, discreta possanza del canto di Nardis, pronuncia compresa ovviamente, con occasionale balenare di inflessione baritonale anche, la bella sonorità della chitarra erano pure molto in armonia con l’acustica della chiesa[…]. Il momento più alto de recital,che di fatto è stato sia un debutto nazionale della collaborazione dei due artisti si è goduto nel canto ai Dioscuri invocati dal navigante della poesia, sperso nella notte nel mare, che Schubert mai vide,e noi eravamo veramente in mezzo al mare, luogo fantasiosamente deputato a questa musica. IL ROMA 19.08.11 pag. 19

Un tenore romano per Schubert
Che l’ Italia sia terra di primati e ‘record’ non c’è dubbio: basta vedere il pullulare delle trasmissioni del genere che spopolano in televisione. Sarà che iniziò Colombo e prima ancora Marco Polo ad alimentare il mito delle grandi ‘imprese’ ma le sfide, noi, ce l’abbiamo nel sangue.
Ebbene oggi una sfida, in ambito musicale, è stata ancora compiuta e superata. Scrivo queste righe di getto perché so che questa sfida, vinta egregiamente,  non avrà mai la visibilità che merita.  Protagonista un tenore romano, simpatico e spigliato, Marcello Nardis, che nell’ ambito della Kermesse europea di Festa della Musica ha cantato Schubert nella deliziosa cornice della Casina delle Civette a Villa Torlonia. Cantare Schubert significa interpretare quei brani che resero il Compositore di Vienna famoso in tutto il mondo: i Lieder. Sono questi pezzi in cui la voce dialoga con il pianoforte: piccole arie d’opera in miniatura, ma più intime e, certo, meno roboanti, ma, anche,  più insidiose.
La sfida è già questa: un italiano che canta brani in lingua tedesca per un pubblico di connazionali italiani. Qualcosa  sembra non tornare già nella proposta musicale. Ma l’ arte e la musica parlano una unica lingua, comprensibile a tutti, davvero universale, senza differenze di latitudini o di classi sociali. Abbiamo ‘goduto’ un giovane tenore, con un curriculum spropositato in quanto ad eccellenza e qualità, che la nostra memoria di abbonati a Santa Cecilia ha ricordato, poi, anche quale perfetto sinfonista, interpretare con una disinvoltura, con una raffinatezza, con una souplesse ragguardevole  pezzi di una difficoltà  (anche all’ascolto) davvero notevolissima.
Marcello Nardis ha avuto il coraggio (e forse anche la fermezza)  di proporre un programma all’apparenza totalmente impopolare, per palati fini, in un contesto del tutto ‘non consueto’  con il merito di raggiungere  tutti coloro che magari mai avrebbero potuto avere l’occasione di ascoltare queste meraviglie in situazioni più ‘formali’. Nardis, con grande eleganza e la consapevolezza di una esperienza maturata sui palcoscenici dei più grandi teatri d’Europa,  tra un pianissimo, un sussurro e un declamato,  ha ‘rapito’ con la bellezza della sua voce tutto il pubblico fin dalle prime note.
Prime note, quelle Die schöne Müllerin (La bella Mugnaia), un ciclo di 20 Lieder mozzafiato, che sono state seguite da quelle del celeberrimo, monumentale  Winterreise ( il viaggio d’inverno)  a cui, per finire, si  sono aggiunte quelle disperatissime  di Schwanengesang ( il canto del cigno). Marcello Nardis è stato l’ideatore ed il protagonista di una interpretazione vocale che non ha precedenti: tre cicli ininterrotti per un totale di una sessantina di Lieder e tre ore di musica! Si  è alternato ad ogni ciclo un pianista diverso: Antonio Tessoni, Enrico Maria Polimanti e Dario Bonuccelli. Agguerriti e scrupolosi co-protagonisti di un progetto che ha dell’incredibile. Una ‘maratona’ nel segno di Schubert che ha dato tutto quello che poteva essere dato: un’opportunità unica, quasi una retrospettiva sull’ Autore e la sua Musica.
Ed il tenore, imperterrito, ha sciorinato la sua arte con la fresca e giovane baldanza di chi sa  di ‘potere’ e con la disinvoltura di chi è abituato a ben altri contesti. Quello che personalmente ci ha sorpreso è che si è potuta apprezzare una voce freschissima fino all’ ultima frase, quando è noto che la voce umana via  via perde in smalto e in nitore. Un miracolo di bellezza e di  tecnica. Tutto è scorso come l’acqua e come l’acqua ha dissetato curiosi, appassionati, melomani intervenuti all’appuntamento ‘da non perdere’. Una scommessa sulla qualità e sull’ eccellenza: tre serie di Lieder, come dire, tre sinfonie, tre concerti per pianoforte tutti in una sera. Marcello Nardis, un solo tenore, ha vinto la sfida: roba da pazzi o da veri, finalmente, autentici fuori classe. Scritto da Mauro Marini ·GBOpera 25.06.11

Napoli Villa Pignatelli
Al Maggio della Musica un’intensa serata con Marcello Nardis e Bruno Canino
La rassegna Maggio dei Monumenti-Maggio della Musica, la cui direzione artistica è affidata al maestro Michele Campanella, ha rivolto la sua attenzione, nel recente appuntamento, verso la produzione liederistica, affidandola al tenore Marcello Nardis ed al pianista Bruno Canino. […]Uno sguardo, ora, sui due bravissimi artisti, con il giovane tenore Marcello Nardis (autore anche del libretto distribuito al pubblico, contenente i testi di tutti i lied con la traduzione italiana) che ha evidenziato una splendida voce ricca di sfumature, una grande intensità interpretativa e una notevole padronanza linguistica. […] A ciò va aggiunta la capacità di catturare l’attenzione del pubblico, privilegio esclusivo dei grandissimi esecutori.[…] Marco del Vaglio 01.06.2011

Nardis e Canino , applausi per il recital a Villa Pignatelli
Napoli. A Villa Pignatelli per “Maggio della Musica” il bel concerto di Lieder, ovvero la “Liederabend” tenuta dal tenore Marcello Nardis e dal pianista Bruno Canino, ha riscosso un successo che va ben oltre l’alta qualità delle esecuzioni, le suggestioni musicali e poetiche dei pezzi, gli spunti di riflessione culturale.[…] in tanti hanno imparato ad apprezzare Nardis a Martina Franca ed in altre sedi prestigiose, scoprendo che il giovane tenore è insolito artista, squisito tenore italiano, coltissimo, dedicatosi al Lied soprattutto, con amplissimi riconoscimenti all’ estero, appunto, a Vienna e con Schubert perfino, più che a gelide manine e dintorni ovvi. Fondamentale per lui e si vede, lo studio con l’ incantevole Peter Schreier. E a partire dalla pronuncia lodata in questo concerto da fior di conoscitori e taluno proprio tedesco, arrivando a lodarne le belle e personalissime traduzioni fornite opportunamente ai presenti, Marcello Nardis è pur stato amabile esegeta conciso e pertinente nell’ introduione allìascolto, in assenza questa volta di Michele Campanella, direttore artistico del sodalizio. Si è gustata appieno la sapienza degli interpreti affiatati ed integrati al meglio, nel rendere l’ esecuzione eccezionale nesso tra parola e nota: si è goduta la diversa resa stilistica di volume, timbrica con cui hanno cantato i Lieder di Wolf e Mahler in locandina. E per la musica di Mahler Nardis ha mostrato corposo registro grave, timbro più caldo ed avvolgente, secondo la dolente umanità dei “Lieder eines fahrenden Gesellen” in particolare. I Lieder di Wolf, testo di Mörike, quelli di Mahler del “Corno magico del fanciullo” testo di Brentano ed il bis di Schumann su testo di Heine, graditissimo bis, hanno brillato per la grande varietà di fraseggio dei due interpreti, che sempre si desidera in questi pezzi, con sottile finezze, limpidi passaggi, pieni di humor e malinconia alla bisogna, con empiti romantici, toni grotteschi, oppure naif, involontarie citazioni d’opera precedenti, un misterioso waltzer viennese pure esplicito e tentazioni espressionistiche che, per sua natura, la corda di tenore esalta o evidenzia. Il tutto a tacersi della sfiorata plasticità teatrale, certo da teatro della mente e del cuore, che Nardis ha fatto a tutti balenare. Massimo Lo Iacono IL ROMA  26.05.11 pag.16

 Cultura e Spettacolo Nel segno del tenore: il Faust lisztiano al Teatro
Massimo Bellini di Catania
[…] Il Teatro Bellini ha omaggiato la memoria del tenore palermitano prematuramente (ed improvvisamente) scomparso due giorni fa durante una tournée ad Istabul, osservando un rispettoso, quanto doveroso, minuto di silenzio prima di dare inizio alla esecuzione della Faust-Symphonie dedicata da Liszt a Berlioz e scritta, neanche a farlo apposta, per tenore, coro ed orchestra.[…] E qui il tenore, il giovane Marcello Nardis è stato protagonista assoluto, levando con aulica dolcezza il suo canto angelico, impeccabile nella impervia tessitura lisztiana con un fraseggio ed una linea di canto davvero commoventi. Ed il suo canto mistico, oltre al pubblico entusiasta presente in Teatro, avrà commosso anche il grande collega, l’ illustre tenore, anzi tempo scomparso. In un mondo reale sempre più frettoloso e distratto, ci piace pensarlo.
Adalberto Rossi Catania Oggi 24.04.2011

 Musica. Nella sede della Fondazione Wilhelm Kempff celebrati Chopin e Schumann
Positano.
Ancora un bel recital di Marcello Nardis[…]: il prezioso concerto di Lieder lo si è gustato nell’ incanto della Casa Orfeo sede della mitica e riservata Fondazione Kempff […].  Certo dello spirito plastico ed estroverso […] c’è nel canto di Nardis perfettamente concertante con il pianoforte[…]. Merito del tenore  il mantenere salda la conduzione del canto sia quando il testo è articolato in tanti monosillabi, sia quando in parole lunghissime. Questa bravura prosodica a Nardis forse viene dalla formazione classica greco-latina, che tanti cimenti offre in tal senso, propedeutica molto al cangiante fluire della foga romantica. […]
IL ROMA 25.09.2010

 IL FESTIVAL- A VILLA RUFOLO IL RECITAL DI NARDIS E SHETLER Ravello, tante emozioni romantiche
[…]Dalla singolare sala rudere dei cavalieri al piccolo auditorium della villa, tra gotico in sottofondo e settecento evidente, per il gran recital di Marcello Nardis già apprezzato alla reggia di Capodimonte per la “Scarlatti” due
anni fa, prima e poi a Martina Franca, e sempre recensito su queste colonne. Felicissima la collaborazione con l’ottimo pianista Shelter, capace dell’ assoluta integrazione con il cantante come i Lieder vogliono, capace di fare sentire con assoluta evidenza la differenza tra scrittura pianistica di Schubert, Schumann, Wolf […] Tutto questo trovava il suo senso nella prova eccellente di Nardis in stato di grazia, ora sognante ora disinvolto attore di giovanile baldanza soprattutto nei complessi pezzi di Wolf, tutti dai Lieder su testi di Morike, singolare incrocio di sensibilità ed opzioni artistiche nella cultura tedesca. In ogni momento la fresca musicalità dell’artista rifulgeva sorridente in un fraseggio cangiante e pertinente, ed avvincente quindi. Tuttavia nel secondo bis, un’arietta italiana tanto lontana dai pezzi in locandina e dal primo bis, la felice vivacità canora di entrambi gli artisti sembrava librarsi nel salone festante liberata dalle forti tensioni dei Lieder, dalla concentrazione che essi impongono: che il vero canto “a fronna e’ limone”, di greca origine sia quello italiano, meridionale come come Mozart più e meglio di altri ha capito  IL ROMA 07.09.10 pag. 13

 L’ajo nell’ imbarazzo al Festival di Barga
[…]Tra i componenti del cast […] si segnalano il basso di fama internazionale Luca Tittoto (nel ruolo di Don Gregorio), già noto al pubblico barghigiano ed il tenore Marcello Nardis, straordinario nel ruolo del giovane e passionale Enrico. AMADEUS agosto 2010

12.04.2010 - OGGITREVISO: ODERZO, MUSICA AD ALTO LIVELLO
Iniziata la stagione concertistica dell’istituto Opitergium
Oderzo – “Un concerto al mese ….and more: 50 anni in musica” è il titolo di una prestigiosa rassegna musicale a Oderzo.
Infatti la stagione dell’ Istituto Opitergium, inaugurata per quest’anno di festeggiamenti con il bellissimo concerto del pianista uzbeko Michail Lifits, si è arricchita ieri sera di un evento musicale di straordinaria portata culturale.
In programma il Winterreise di Schubert, con il tenore Marcello Nardis e la pianista vittoriese Enza Ferrari. I 24 Lieder su testi di Muller che Schubert scrisse nell’ ultimo anno di vita.
Musica difficilissima e raffinatissima, un vero ‘viaggio’ spirituale in cui si è sapientemente e mirabilmente calato il giovane tenore Marcello Nardis, un vero specialista di questo repertorio. Un’ occasione pressocchè imperdibile quella di ascoltare il massimo ciclo schubertiano dal vivo, ad Oderzo e con dei solisti di tale levatura.
Il duo ha regalato una lettura della Winterreise di altissimo livello e intensità: la precisone, lo stile, il fraseggio vocale di Marcello Nardis hanno trovato perfetta rispondenza nel pianismo di Enza Ferrari. Ascoltare un Winterreise così, in un ininterrotto, mutevole susseguirsi di emozioni ( gli artisti hanno eseguito l’intero ciclo senza alcuna interruzione) è stato un privilegio.
Il pubblico, attentissimo, ha colto e seguito i due esecutori in questa sorta di ‘trance’ emozionale, per un’ora e un quarto di perfetta concentrazione. Un applauso continuo, durato quindici minuti di fila e una decina di chiamate: così il pubblico opitergino ha salutato Marcello Nardis ed Enza Ferrari alla fine di questo ‘storico’ concerto. http://www.oggitreviso.it/node/24166

“La Winterreise di Schubert: una esecuzione perfetta” Bologna 17.03.10.
Ieri sera chi ha avuto la fortuna di saper scegliere ha assistito nell’ Aula absidale di via de’ Chiari ad un evento musicale di assoluta eccezionalità. Il concerto cui ci riferiamo, inserito nella programmazione del Dipartimento di Musica e Spettacolo della nostra Università per la stagione della “Soffitta”, era naturale ‘completamento’ della conferenza tenuta il giorno precedente dalla Professoressa Bianconi La Face sulla schubertiana Winterreise: “La casa perduta”. La Professoressa, una indiscussa ‘autorità’ scientifica sull’ argomento, ha proposto un’analisi approfondita dei 24 Lieder della Winterreise, con ascolti e confronti dal vivo ricchi di interesse ed accolti con grande riscontro. La Winterreise, i Lieder ‘terribili’, come ebbe a definirli lo stesso Schubert secondo la testimonianza di Joseph von Spaun, successivamente alla morte del Compositore, divennero in breve tempo il ‘modello’ ideale, il paradigma con cui si sarebbe confrontata l’intera produzione per voce e pianoforte dell’ Epoca romantica e post-romantica. E sono tuttora il caposaldo per eccellenza del ‘repertorio liederistico’ di ogni tempo. Protagonisti sul palcoscenico di questo ‘viaggio’ sono stati ieri il giovane, ma già affermato tenore, Marcello Nardis e quel grandissimo, raffinato pianista che è Michele Campanella. Una emozione ed una tensione continue hanno pervaso l’esecuzione -ininterrotta- del ciclo, in un’ atmosfera sospesa e quasi rarefattta, frutto di una concentrazione di esecutori e di pubblico davvero massima, in una Sala stipata fino all’ultimo posto libero. La fresca voce tenorile di Marcello Nardis ha “vestito di suono il respiro”, in un certo senso, ha dato colore al ‘soffio’ vitale e palpitante del Wanderer, attingendo da un “lontano” interiore maturato e commosso. Questo raffinato cantante (una vera rivelazione) ha infuso ogni singola parola di una intensa, struggente bellezza, con un canto “miniato” (e una pronuncia tedesca di inverosimile precisione) ha cesellato ogni singolo dettaglio, esaltando la immensa complessità sottesa all’ architettura musicale dell’intero ciclo. Da parte sua il Maestro Campanella, gloria indiscussa del migliore pianismo nazionale ed internazionale, con l’intelligenza musicale che da sempre lo contraddistingue, ha accarezzato, ‘accudito, sospinto il canto di Nardis alla ricerca di un sempre raggiunto equilibrio sonoro ed espressivo: la grandezza di un pianista che conosce e frequenta con risultati ragguardevoli la profondità del repertorio cameristico. La piacevole conferma di come il nostro Paese, nonostante tutto, in una continua successione ed integrazione generazionale, possa esprimere ancora (e sempre) “vette” artistiche di assoluta eccellenza. Applausi scroscianti da stadio e ‘bis’ di prammatica a conclusione di una serata che resterà nella memoria di quanti hanno avuto il privilegio di assistervi. NEWS.ABC24.IT

SAN BARNABA. Per la Società dei Concerti Nardis e Bacchetti fanno rivivere la poesia di Heine.
Affascinante la serata dedicata ai brani musicati da Schumann.Il tenore Marcello Nardis e il pianista Andrea Bacchetti sono stati protagonisti giovedì scorso di una serata dedicata ai Lieder di Schumann. Penultimo concerto della rassegna organizzata dalla Società dei Concerti di Brescia, l’appuntamento ha offerto al pubblico un delicato incontro musicale con le poesie di Heinrich Heine, il maggior poeta tedesco del periodo di transizione fra romanticismo e realismo.

Tre le raccolte scelte per questo concerto spiccano: i «Liederkreis, Op. 24», «Der arme Peter op. 53 n.3» e «Diechterliebe op. 48». Delicatezza e raffinatezza sono gli aggettivi da attribuire all’interpretazione scelta dai due musicisti che hanno eseguito i brani in perfetta sintonia.Il tenore Marcello Nardis ha impiegato la voce curando il timbro affinché risultasse vellutato ed espressivo, cosicché i testi di Heine sono diventati delle dolcissime poesie musicali. Andrea Bacchetti ha eseguito la parte per pianoforte insinuandosi sobriamente nel contesto, assecondando il respiro e il movimento della linea vocale.Si sono così dipanate la sofferta storia d’amore dei Liederkreis, e di Der arme Peter; così come le liriche romantiche dei Dicherliebe.[…]Il pubblico ha applaudito lungamente.
+ N.SPA. BresciaOggi 17.03.2010 pag. 41

Concerto/1. La Società del Quartetto offre una serata di armonia e grande poesia romantica .Nel ricordo dell’Amore l’inno Heine-Schumann.
In memoria dell’ex docente Vanna Velo Hüllweck un duo di eccezionale bravura: il pianista Bacchetti e il tenore Nardis .
di Eva Purelli
VICENZA
Una serata di armonia e di grande poesia romantica,[…] con un duo di eccezionale bravura. La Società del Quartetto […]ha proposto un programma di forte intensità e di lievità sentimentale. La voce di Marcello Nardis, un tenore italiano dall’intelligente musicalità, capace di modulare la voce senza forzature anche nelle tessiture più spinte, di ricreare un’atmosfera di autentico idillio e di pathos, forte anche di una dizione tedesca fluente e corretta. […]
Intesa che si ripropone nel breve ciclo “Der arme Peter” op.53, in cui voce e piano tratteggiano ancora le pene d’amore, schermate da un velo di beffarda ironia. Sempre puntuale il disegno pianistico di Bacchetti, funzionale e di squisito equilibrio (anche se a volte un po’ troppo metronomico) che fa volare la vocalità di Nardis, in “Dichterliebe”, la raccolta più compiuta e matura del duo Schumann-Heine.
Sabato 06 Marzo 2010   Il Giornale di Vicenza   SPETTACOLI, pagina 56

Winterreise di Schubert: insolito e prezioso appuntamento quello di iersera al Teatro Torti di Bevagna - PERUGIA NEWS: 28 dicembre 2009 17:16
Un insolito e prezioso appuntamento quello di ieri sera al Teatro Torti di Bevagna con la Winterreise di Schubert: protagonisti il tenore italiano Marcello Nardis e il pianista italiano Enrico Maria Polimanti. Offrivano al pubblico della Stagione di questo inverno quello che si è considerato il più grande ciclo della letteratura liederistica tedesca. Marcello Nardis è tra i pochi cantanti che qui cantano i Lieder e la sua formazione all’ Estero in questa disciplina gli permette di cantare perfettamente in tedesco con assoluta correttezza di pronunzia ed interpretazione. Anche è insolito che la Winterreise sia cantata da un tenore: ancora noi della generazione affezionata al modello di Dietrich Fischer-Dieskau abbiamo sempre qualche riserva. Ebbene il concerto di ieri ha sfumato ogni sospetto, regalandoci una interpretazione del duo assolutamente convincente ed affascinante. Del Maestro Peter Schreier con cui studia Marcello Nardis ha preso la precisione l’ attenzione al testo ed è addirittura più generoso, con una voce bellissima e calda. Grande anche il modello di Schiff e dello stesso Fischer- Diskau con cui collabora Polimanti. A titolo di curiosità ricordiamo la partecipazione di questo tenore al Festival dei due Mondi di Spoleto con il compianto Maestro Menotti che tanto ha fatto per questa Regione. Egli affidò , presentandolo all’ esigentissimo pubblico internazionale del Festival, a questo giovane allora poco più di debuttante, la chiusura della Rassegna dei concerti con uno eccezionale concerto rossiniano con l’ Orchestra del Juilliard School. Fu una promessa. Una promessa mantenuta. Eva Maria Rothschild – PERUGIANEWS 28.12.2009

“La stagione degli Amici della Musica di Trapani si apre nel segno di Britten e Vaughan Williams con il tenore Marcello Nardis” il Trapani 3 dic.09
Un apprezzatissimo ed applauditissimo ritorno quello del tenore Marcello Nardis che, accompagnato magistralmente al pianoforte dalla celebre Maestra Enza Ferrari, ha inaugurato, con un concerto dedicato alla musica vocale da camera inglese, la stagione 2009-2010 dell’ Associazione degli Amici della musica di Trapani, nella nuova sede, l’ Auditorium del Seminario di via Cosenza dove, a fare gli onori di casa, era presente il Rettore Don Liborio Palmeri.
Marcello Nardis è considerato tra i più apprezzati giovani interpreti italiani del repertorio liederistico cioè di quel repertorio costituito dalle composizioni da camera ( per voce e pianoforte) composte dai più grandi Musicisti su poesie o interi cicli poetici. Un repertorio questo, raffinato e ‘difficile’ tanto da eseguire come da ascoltare. Ieri sera il pubblico degli Amici della Musica non solo ha confermato tutte le aspettative ma ha tributato a Nardis, esuberante e accattivante nella sua spavalda vocalità e forte di una preparazione musicale davvero di primissimo ordine, un assoluto trionfo. Un pubblico attento ha seguito dapprima forse con curiosità, poi sempre con maggiore partecipazione il dipanarsi del programma che è cominciato con i Seven Sonnets di B.Britten su testi di Michelangelo. Sette sonetti in lingua italiana scritti da Michelangelo e ‘ripescati’ nella prima metà del 900 da colui che è considerato unanimamente il più grande Compositore inglese moderno: Benjamin Britten. Una musica interessantissima con una parte vocale assolutamente impervia ed un altrettanto complicato intreccio pianistico (sbrogliato con grande disinvoltura dalla Maestra Ferrari): una vera lezione di musicalità e di fraseggio, tanto vocale che pianistico.
Il concerto proseguiva poi con i Songs of Travel di Ralph Vaughan Williams su testi di Stevenson ( quello dell’ “Isola del tesoro”, per capirci). Nove scene, assai diversificate ed unite insieme letterariamente dal tema conduttore del ‘viaggio’ ( come non pensare al ciclo di canzoni del viaggio per eccellenza, ossia il Winterreise). Il pubblico, che poteva agevolmente seguire i testi opportunamente tradotti sul programma di sala, ha potuto apprezzare così i diversi momenti di un lungo ‘cammino’ anche interiore, costituito dall’ alternarsi di momenti ‘mossi’, ‘spediti’, a momenti di contemplazione e riflessione davvero toccanti, restituiti in tutta la loro struggente nostalgia (le nebbie e le fascinose brume della campagna inglese) dalla interpretazione commossa e convinta del duo. Infine ( e non abbiamo capito se fosse un fuori programma) tre melodie di Poulenc di volta in volta illustrate dalla voce del bravo tenore. Gemme preziose di un ‘francesismo’ decadente (anche se sarebbe stato preferibile non confondere due mondi, quello inglese e più ‘neoclassico’ con un repertorio, quello francese, bellissimo, che avrebbe meritato un intero programma a sé). A grande richiesta il bis di prammatica con l’ esecuzione di una melodia ( o lied) di Wolf su un testo secentesco Spagnolo tradotto in tedesco, dedicato al cammino della Vergine Maria verso Bethlem, assaggio dell’ imminente clima natalizio. Un concerto davvero da ricordare, che conferma l’ alta qualità della programmazione, in cui sono presenti noti rappresentanti del concertismo nazionale ed internazionale (Alberto Casadei, Federico Colli, Yuri Revich, Anrey Gugnin, Marco Sollini, Pierluigi Camicia, Andrea Bambace, Giovanni Rinaldi,Mario Patuzzi, Carlo Palese, Alessandro Drago etc etc…).
Trapani, 05.12.2009

“Settembre in musica, giù il sipario” - LA VERITÀ QUOTIDIANA (24.09.09)
Grande successo ha riscosso mercoledì 23 settembre l’esecuzione della Winterreise del grande Franz Schubert. Un’atmosfera nostalgica, melodie insuperabili, immagini di un viaggio d’inverno ricreate dalla voce chiara e commovente del tenore Marcello Nardis,[…] che ancora giovanissimo, è stato allievo del grande Peter Schreier e paragonato al grande Fritz Wunderlich, […].

Cronache del Palcoscenico (18.09.08)
“[...] veramente calato sino in fondo nel proprio personaggio, Marcello Nardis ha ben espresso l’ambiguità e la cattiveria del bojardo Shuiskij [...]“

La Nuova Venezia (16.09.08)
“Nel ruolo di Shuiskij Marcello Nardis ha una recitazione solidissima e assai convincente”
M. Schipilliti

“Un evento da albo d’oro. Prima assoluta in Italia l’opera in diretta su Radio3” -  CORRIERE DEL GIORNO (03.08.09)
[…]Un tenore-archeologo laureato con lode in lettere classiche, Marcello Nardis, si è distinto nel ruolo di Pylade, affrontato con la competenza del cantante e dell’ umanista: il suo canto è stato fluido, lucente e squillante negli acuti.
J. Minervini

“L’Ifigenia secondo Strauss sogna sul lettino di Freud: un “omaggio psicoanalitico” a Gluck di scena al “Valle d’ Itria”. […] - GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (03.08.09)
Lo ha ottimamente servito un cast, come sempre a Martina, assortito nel migliore dei modi possibile e che aveva i suoi punti di forza nel temperamento scenico e vocale di[…]Marcello Nardis, […]
N. Sbisà

TARANTOSERA (04 08 09)
MARTINA F. – Unanime consenso di pubblico ha riscontrato l’Iphigenie auf Tauris di C.W.Gluck la cui prima rappresentazione in Italia è andata in scena sabato scorso sul palcoscenico dell’atrio del Palazzo Ducale a Martina Franca.[…] Marcello Nardis nel ruolo di Pylades di un ben articolato fraseggio capace di delineare le austerità fonetiche della lingua tedesca. […]Uno spettacolo di sicura presa emotiva che il pubblico ha apprezzato. Daniele Lo Cascio

GIRODIVITE (04.08.09)
L’ Iphigenie auf Tauris di Gluck Strauss ha concluso trionfalmente ieri sera il 35esimo Festival della Valle d’ Itria in assoluta bellezza[…].Un particolare apprezzamento a tutti gli interpreti per essersi cimentati convincentemente in una impresa tanto ardua: memorizzare ed interpretare parti lunghe e complesse in lingua tedesca.[…] A primeggiare su tutti il terzetto dei ‘greci’ : rispettivamente Oreste[…], Pilade (il tenore italiano Marcello Nardis, già apprezzato protagonista sul palcoscenico della Valle d’Itria) ed Ifigenia […].Stupende le arie direttamente filtrate dal modello gluckiano:[…] quelle di Pilade interpretate con toccante trasporto ed assoluta perfezione stilistica dal giovane tenore Marcello Nardis” V. Raguso

Marcello Nardis e Marcella Crudeli in concerto - CORRIERE DELLA SERA - MONZA, 29 MARZO 2009
“Il pubblico della Società dei Concerti “Corona Ferrea” di Monza, ha assistito quest’oggi ad un concerto insolito ed insolitamente emozionante. […]il pubblico monzese ha ascoltato con estrema attenzione l’imponente ciclo vocale Winterreise (oltre un’ora di durata complessiva), uno dei vertici assoluti dell’arte del Lied romantico tedesco. L’intesa fra il tenore e la pianista è apparsa del tutto naturale, priva di sbavature; la voce di Marcello Nardis, perfetta nell’intonazione e timbricamente molto morbida, ha fin da subito incantato l’uditorio per la sua variabilità e duttilità, sempre al servizio del testo poetico-musicale, sempre pronta ad assecondare con intelligenza ogni minima inflessione lirica. Eccellente la pronuncia del testo tedesco, degna di un consumato liederista d’oltralpe, davvero di assoluto valore per un giovane tenore italiano dedito anche al grande repertorio operistico. Il pubblico, che seguiva leggendo i 24 testi poetici di Müller, è apparso emozionato, profondamente commosso. Ed infine, dopo tanta bellezza, si è potuto ascoltare anche un saggio dello stile musicale di Sergio Calligaris, di un modernismo temperato ed arguto. Un concerto da ricordare.” Marco Moiraghi

FAZ (03.02.09)
Marcello Nardis, italienischer, Tenor und unter den ganz wenigen Sängern der Halbinsel, dessen Repertoir über die Oper hinausgeht, hat eine junge, witzige und vor allem höchst korrekte Interpretation gegeben.”
(Marcello Nardis, tenore, italiano, tra i pochissimi cantanti della Penisola a conoscere e a frequentare un repertorio che non sia “opera”, ha offerto una lettura giovane, spigliata e, soprattutto, correttissima.)
K. Bausch

RomaNotizie (29.01.09)
Marcello Nardis, si conferma in questo repertorio tra i migliori interpreti italiani della sua generazione[...]“

CORRIERE DELLA SERA (30.07.08)
Dieci i concerti[…]Ora, tra i punti d’orgoglio c’è la carrellata dei giovanissimi, presentati a fianco delle glorie collaudate[…].E si fa anche musica nel segno della stravaganza. Nel corso di un’afosa serata il tenore Marcello Nardis e il pianista Marco Boemi hanno interpretato la famosa «Winterreise» (Il viaggio d’inverno) di Franz Schubert. Applausi infuocati.” Mya Tannenbaum

L’Opera (sett.07)
Marcello Nardis va migliorando la sua vocalità di anno in anno: ha oggi conquistato alcune belle note acute e una completa omogeneità di registri”
G. Landini

Il Mattino (29.07.07)
“Spicca nel cast la voce chiara di Marcello Nardis (il re Licomede) [...]”
A. Tarallo

Corriere del giorno (21.07.07)
“Laser e virtuosismi in palcoscenico: ottimo il tenore Marcello Nardis (il re Licomede)”.
J. Minervini

Il Quotidiano di Bari (21.07.07)
“Due i tenori, tutti e due già apprezzati interpreti di ruoli rossiniani: precisissimo Marcello Nardis nel personaggio del padre Licomede. [...]”
M. Mascolo

La Gazzetta del Mezzogiorno (21.07.07)
“Molto buona la prestazione, non soltanto cantata, ma anche scenica di Marcello Nardis (il re)…”
N. Sbisà

La Gazzetta del Mezzogiorno (20.07.07)
“…Si apprezzano in particolare i rimandi tra la sinfonia e il primo coro,la grazia e l’intensa espressività di molte arie tra cui notevoli quelle [...] e quella di Licomede (Marcello Nardis) “Fa che si spieghi almeno”
T. Scuro

Il Messaggero (19.07.07)
“Poggiando le loro belle voci sui suoni dell’ Orchestra internazionale d’ Italia, cantano il giovane tenore Marcello Nardis (Licomede) che ritrova la dolcissima Maria Laura Martorana, entrambi apprezzati compagni di scena lo scorso anno ne I giuochi di Agrigento.”
A. Preti

Il Messaggero (12.05.07)
“L’ottimo tenore Marcello Nardis ha offerto una interpretazione spontanea e vibrante dell’ intero ciclo, facendo sfoggio di una tanto fascinosa quanto agguerrita tecnica vocale…”

Il Tempo (04.05.07)
“[...] Ad interpretare questo capolavoro schubertiano Marcello Nardis [...] che svolge intensa attività concertistica e che ha ricevuto il premio “Foyer des Artistes” quale “giovane certezza del belcantismo italiano nel panorama musicale nazionale ed Estero” [...].”
M. Spadavecchia

Il Gazzettino (25.07.06)
Marcello Nardis ha saputo reggere il confronto difficile con il celebre Giacomo David [...] ed ha superato la prova brillantemente con musicalità, acuti svettanti e sfoggio di adeguata agilità.”
B. Tosi

Corriere del giorno (22.07.06)
“Nel ruolo di Eraclide, re di Agrigento, che fu del grande Giacomo David, si è esibito per la prima volta a Martina, il tenore Marcello Nardis, perfettamente all’ altezza del ruolo, voce squillante e morbida, dai toni appassionati, applaudito a scena aperta dopo l’interpretazione dell’ aria “Sul mio capo è ognor sospeso” del secondo atto.”
J. Minervini

La Repubblica (22.07.06)
“[...] I loro successori martinesi hanno dimostrato quali acrobazie vocali richiedesse Paisiello a questi astri: rispettivamente [...] e Marcello Nardis (il Re)”
D. Fabris

La Gazzetta del Mezzogiorno (22.07.06)
“Impeccabili per sicurezza vocale e recitazione Marcello Nardis (il re Licomede) e [...]”
N. Sbis

Avvenire (22.07.06)
“Il re, molto ben caratterizzato da Marcello Nardis, non riconoscerà il figlio Alceo [...].”
G. Fumarola

Noticias (04.06.04)
“El tenor es la más difícil de las voces, además de ser de las más bellas que puede emitir ese primer instrumento iniguagliable creado por Dios: la voz humana. El 2 de junio[...] tuvimos un estupendo y bello joven representante de este registro vocal. ¿Su origen? Italiano. Lugar de grandes voces: Caruso, Gigli, Schipa, Pavarotti….Marcello Nardis cantó con técnica impecable y lo que llamamos moderna [...], su voz fluía rica en armónicos e igualidad de timbre sin cambios de sonoridad[...] siguiendo la tradición del belcanto [...] Este joven mostró un canto de escuela o método italiano[...]. Su voz de suprema beleza impactó!!! Nardis dio muestra de agilidad en las coloraturas [...] para loguar una exitosa y larga carrera, come ejemplo el milagro Kraus[...], dejando en el audítorioun una sensación de immenso goce espiritual que proporciona esta maravillosa expresión humana llamada arte”
Cristina Vera Diaz

ABC (04.06.04)
“Applaudido concerto del tenor italiano Nardis. Uno espectàculo de alta jerarquìa constituyó la presentación del tenor italiano Marcelo Nardisen la noche del pasado miércoles en el salón “Pèrez Urìbe”[...]“

El Comercio (01.06.04)
“Marcello Nardis en el Raimondi-Recital. Marcello Nardis muy joven aún, posee voz de tenor lírico, agudos y gran preparación musical que le permiten interpretar arias con gran afinación y singular buen gusto”

Gestion (22.05.04)
Marcello Nardis en Lima. En su primer concierto en Lima el tenor obtuvo una gran acogida [...]“

 

 

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